Riflettendo sul sentimento di ansia dalla testimonianza di qualche giorno fa, siamo incappate in un’opera che aggiunge diversi livelli di lettura a un tema che spesso spaventa molt* di noi. 

“A Monument for the Anxious and Hopeful” (2018) è un’opera collaborativa, composta da due pareti affiancate di due colori diversi, rosso e blu, su cui le persone possono appendere biglietti in cui spiegano che sono ansios* perché… o che sono speranzos* perché…. Questa dinamica crea una collezione di testimonianze su speranze e incertezze sul futuro di molte individualità che riflettono su quel che sarà, ciascuna in modo diverso. Il risultato è un vero e proprio barometro dell’umore nazionale, che nel corso del 2018 ha raccolto 50.000 riflessioni.

“Viviamo in un momento incredibilmente instabile di flusso tecnologico, politico e sociale. Inondati da infinite correnti di informazioni consegnate da schermi luminosi, ogni nuovo titolo, scoperta e sviluppo di qualcosa porta un’opportunità di fede o disperazione, a seconda dell’attitudine e filosofia individuale. Per definizione, ansia e speranza sono determinati da un momento che ancora deve arrivare, ma quanto spesso ci fermiamo per riflettere pienamente sulla nostra relazione col futuro? Quali apprensioni, prospettive e storie definiscono il nostro campo visivo? E come la nostra sensibilità privata si concilia con l’odierno stato d’animo collettivo?”

Chang & Reeves

L’idea di appendere i foglietti a pareti colorate è ispirato dalle bandierine tibetane: pezzi di stoffa colorati su cui vengono scritte preghiere e benedizioni e che, infilati su lunghe corde, regalano pace e felicità mediante la forza del vento. Simboli di preghiera per moltiplicare le invocazioni scritte su di essi infinite volte, con gli infiniti movimenti del vento. 

L’idea, incredibilmente potente e poetica, di mettere in relazione ansia e speranza (e preghiera) come due tipi di visione nei confronti del futuro apre a infinite riflessioni. Ansia e speranza condividono due sentimenti specifici, anche se in misura diversa: il desiderio e la paura. Nell’ansia il desiderio che qualcosa si realizzi o che qualcosa non si realizzi è presente e importante, ma la paura che si avveri il contrario prevale; nella speranza la paura si traduce in consapevolezza che il desiderio non si avveri (altrimenti la speranza sarebbe solo la ottimismo), ma il desiderio stesso prevale. Questa dicotomia di elementi in lotta provoca in noi reazioni diverse, emotive e fisiche, entrambe deleterie se presenti in eccesso, entrambe arricchenti se controllate. 

Ovviamente in questo senso non stiamo considerando disturbi di ansia clinicamente intesi, che non necessariamente dipendono dalle circostanze della vita, ma più spesso dipendono da vissuti personali e disposizioni interne da gestire in modo più completo e auspicabilmente con l’aiuto di un* professionista.

Le preghiere, d’altro canto, sono esternazioni verbali di ansie e speranze, affidate a un’entità considerata superiore alle nostre volontà, o al vento. 

Il fatto che l’opera sia costituita dalle esperienze di molt* (nel breve tempo in cui è stata esposta sono arrivate più di 55.000 contributi), è evidenza di quanto questo tema sia caro alle persone, e vi consigliamo di leggerne alcune che magari vi strapperanno un sorriso o una lacrimuccia. 

A questo link un video che mostra cento delle cinquemila testimonianze raccolte.

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