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Lavoratrici e lavoratori del sesso

Lavoratrici e lavoratori del sesso sono tutt* coloro che (uomini e donne cis, trans e persone non binarie) ricevono denaro o beni in cambio di servizi sessuali o lavorando all’interno dell’industria del sesso (spogliarellist*, webcamming, porno, massaggiat*, ecc.) e che definiscono consapevolmente queste attività come fonte di reddito. Il termine inglese Sex Work (letteralmente, lavoro del sesso) nasce negli anni ‘70 a seguito del bisogno di autodeterminazione de* attivist* sex workers che rifiutavano l’imposizione del termine stigmatizzante “prostituzione” e riaffermavano invece la validità del lavoro sessuale consapevole e autonomo. Il termine fa ormai parte dei movimenti di attivismo internazionali ed anche italiani. 

Lavoratrici e lavoratori di strada

Differenza tra sex work e quello che viene definito survival sex work (lavoro del sesso per sopravvivenza), ossia (talvolta ma non sempre) il lavoro in strada, che chiaramente comporta problematiche diverse. Spesso chi si dichiara contro il lavoro del sesso fa riferimento in realtà al survival sex work e alle vittime della tratta, situazioni ben diverse e da non confondere. La generalizzazione di un mondo già così stigmatizzato porta soltanto a ulteriori violenze e cancellazioni di individualità.

Esempio di discussione 
“Voi parlate di qualche borghese privilegiata sporadica. Come potete sostenere questa schiavitù? Uno schiavo si autodetermina scegliendo di fare lo schiavo?”

  1. Il paragone con la schiavitù è fuori luogo, soprattutto se chi parla (come spesso accade) è una donna bianca e benestante che si sta riferendo, implicitamente, ad altre donne bianche. Appropriarsi da persone bianche – anche solo verbalmente e a livello metaforico – dell’esperienza di persone nere con l’orrore della schiavitù è sbagliato (per approfondire leggere bell hooks). La tratta delle donne, a cui implicitamente si fa riferimento confondendola con il sex work, è un’altra cosa. 
  2. Ci sono molte sfumature del lavoro sessuale, alcune di esse non prevedono nemmeno un’interazione faccia a faccia e ridurle tutte a due immagini – una stereotipata borghese privilegiata che fa servizi di escort o una vittima della tratta – è assolutamente semplicistico.
  3. Qualsiasi lavoro all’interno del sistema capitalista è un lavoro violento e basato sullo sfruttamento e, in egual maniera, in questo stesso sistema, non può esistere un tipo di consumo completamente etico. E dunque in una società che già ci oggettivizza, ci sessualizza, ci consuma e regola i nostri corpi, la scelta consapevole di “far girare” questo meccanismo a proprio favore è nient’altro che questo: una scelta. 

Legalizzazione vs Decriminalizzazione

Legalizzazione: il sex work è sottoposto a controllo governativo e non è reato solo in determinate condizioni. I regolamenti imposti dallo stato sono una lama a doppio taglio; questi sistemi aumentano il potere dei manager, che sanno bene che le/i lavoratrici/tori hanno poca scelta sul luogo in cui lavorare e non migliorano la relazione de* sex workers con gli organi di polizia (rimane difficile denunciare abusi). 

Decriminalizzazione: la rimozione di ogni legge specifica sulla criminalità del sex work, benché i/le sex workers e l’industria sessuale siano comunque soggette alla legge statale, come avviene per ogni altro settore commerciale. Il potere viene così rimesso nelle mani de* sex workers ed il lavoro del sesso viene considerato come qualsiasi altro lavoro. L’esempio della Nuova Zelanda è quello rivendicato da associazioni di sex workers mondiali come esempio di successo. 

Fonte: “La differenza tra decriminalizzazione e legalizzazione del sex work” su abbattoimuri 



Risorse

Creators/Attivist*

@nonunadimeno, @stripperwriter, @erikalust, @reedamberx
COMITATO PER I DIRITTI CIVILI DELLE PROSTITUTE
Global Network of Sex Work Projects (NSWP)
Red Umbrella Fund 
“L’organizzazione Red Umbrella è il primo fondo globale guidato da e per i/le lavoratori/trici del sesso. Riteniamo che il cambiamento sarà realizzato solo attraverso movimenti forti e collaborativi di lavorat* del sesso che promuovono i loro diritti, con il sostegno de* loro alleat*. I/le sex worker sono le persone più adatte a sapere cosa è necessario per loro e nella posizione migliore per fare qualcosa al riguardo. Il Red Umbrella Fund esiste per mobilitare risorse per aiutare a rafforzare e sostenere il movimento nel raggiungimento dei diritti umani per tutt* le/i sex workers.”

Bibliografia

Parlare civile – Sex Worker
Legge Merlin Testo
Sex work. Il farsi lavoro della sessualità – Giulia Selmi
Playing the Whore: The Work of Sex Work – Melissa Grant
Intimate Labours – Eileen Boris e Rhacel Salazar Parreñas

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