Durante la diretta TV della finale del Premio Strega 2020, il conduttore Giorgio Zanchini, nel congedare la finalista Valeria Parrella, anticipa l’argomento che verrà discusso nell’intervista successiva con Corrado Augias: i cambiamenti avvenuti a causa (o grazie) al #metoo. Sostiene che di questo tema potrebbe parlarne con Valeria Parrella “tutta la sera”, ma lo farà invece con Augias. La scrittrice risponde ironicamente “E lei ne vuole parlare con Augias? Auguri!”, e Zanchini subito afferma quasi giustificandosi “Perché lei dice, fra uomini facciamo male a parlarne. Ma promesso, ne parleremo anche con lei”. 

Fra uomini fate benissimo a parlarne. Dovete parlarne. Deve diventare uno dei vostri principali discorsi. Dovete intervenire quando assistete a comportamenti discriminatori o idee basate sul pregiudizio, dovete educarvi a vicenda. Nessun* direbbe che fra uomini fate male a parlarne, anzi! Ma se ne parlate tra di voi è un conto, se ne parlate in diretta televisiva con lo scopo di “educare” i telespettatori a casa e/o riflettere sulle esperienze femminili congedando prima l’unica donna presente, è un altro. Soprattutto nel concorso alla sua 74esima edizione, in cui ancora nel 2020 c’erano 17 titoli scritti da donne sui 54 proposti, 3 scrittrici candidate al premio su 12 totali, e c’era una sola finalista donna, concorso in cui dalla sua istituzione hanno vinto 11 donne su 74 vincitori totali. 

L’abitudine di molti uomini di spiegare alle donne cose che queste sanno benissimo è chiamato mansplaining ed è un serio problema della società patriarcale che nel nostro piccolo combattiamo ogni giorno. Il mansplaining è un effetto della convinzione di molti uomini che le donne siano in qualche modo meno competenti, meno capaci, meno intelligenti o meno acculturate di loro, indipendentemente da chi è la donna che si trovano davanti. 

L’abitudine a lasciare le donne – e le persone femminizzate in genere – fuori dai discorsi (un po’ come i nostri genitori facevano quando eravamo piccoli, mandandoci in un’altra stanza quando si parlava di “cose da grandi”) è però particolarmente frustrante e in fin dei conti controproducente per tutt*.

Il collettivo artistico Guerrilla Girls, un gruppo di artiste la cui identità non è mai stata rivelata, il viso coperto da maschere da gorilla, si è battuto dalla nascita per combattere anche questa distorsione dannosa delle conversazioni pubbliche e private, anche se in campo artistico principalmente. Le attività artistiche del collettivo sono basate su ricerche approfondite, dati verificati e oggettivi. L’opera che proponiamo oggi per parlare di mansplaining e di quello che è successo alla finale del premio Strega 2020, è Women get resentful, del 2018. 

Le Guerrilla Girls avvisano: If you keep women out, they get resentful (Se tenete fuori le donne, queste si arrabbiano), riprendendo una citazione attribuita a Confucio. La frase originale sosteneva che, parafrasando, se si danno attenzioni alle donne (come anche alle persone poco educate), queste diventano affettuose, se vengono ignorate si offendono. Le Guerrilla Girls trasformano questa citazione trasformandola in una frase che suona come una minaccia: attenzione uomini, se ci tenete fuori ci arrabbiamo. 

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