“Lei è una strega e mangia i bambini”

Il tuo vicino di casa, nel 1400

“Lei è una strega e mangia i bambini”

Sempre il tuo vicino di casa, nel 2020.

Per quellu tra noi che almeno una volta l’anno riguardano tutti i film di Harry Potter, vivere in un mondo popolato di maghi e streghe sarebbe un sogno? Buone notizie, a quanto pare ci siamo già!

Peccato che tendenzialmente qui le streghe non siano bene accette. Il primo caso celebre di donna trucidata perché accusata di aver corrotto il governo con i suoi “riti pagani” fu Ipazia d’Alessandria, nel 415 d.C. Filosofa, astronoma e matematica, a capo di quella che oggi potremmo chiamare l’università di Alessandria, Ipazia era troppo colta e influente per poter sopravvivere alle brame di potere del vescovo locale e all’isteria dei suoi seguaci. Una sera venne fermata mentre tornava a casa, trascinata dentro un tempio e letteralmente fatta a pezzi. Tra il 1400 e il 1700, si calcola che la caccia alle streghe dilagante in Europa e in America fece più di 60.000 vittime, molte delle quali vennero bruciate sul rogo. E nel 2020, in America e non solo, parecchiu sostenitoru di Trump sono dispostu a giurare che Hillary Clinton sia dotata di arti magiche e divori bambini per colazione. Viene da chiedersi perché delle streghe onnipotenti non abbiano usato qualche incantesimo per salvarsi dal rogo (o per diventare presidente degli Stati Uniti). Se a fare la differenza non sono i poteri magici, che cosa rende qualcunu una “strega”? Il potere in sé è una buona risposta.

Streghe e potere

Le prime accuse di stregoneria e le conseguenti persecuzioni nascono per questioni pratiche, legate all’acquisizione e al mantenimento del potere da parte delle autorità cristiane. Anche se per Ipazia la colpa era quella di essere pagana in un mondo improvvisamente diventato cristiano, la sua uccisione riassume bene questa dinamica: Ipazia aveva realmente un peso nella politica di Alessandria e per questo motivo doveva essere eliminata. Nei secoli successivi e soprattutto dal 1400 in poi, accusare qualcunu di eresia o stregoneria era un ottimo sistema per sbarazzarsi di figure intellettualmente o politicamente scomode, nonché di tutti quellu che con i loro comportamenti deviavano dalla norma (omosessualu, persone con problemi psichici, o semplicemente la vicina di casa scorbutica). Sul rogo finivano maschi e femmine, grandi sapienti come Giordano Bruno ed eroine politiche come Giovanna d’Arco, ma a bruciare come streghe erano soprattutto povere donne del popolo, accusate di adorare il diavolo, di praticare riti occulti e di dilettarsi di malocchio e pozioni magiche. Spesso, nel loro piccolo, anche queste donne avevano un peso nella loro comunità locale e non è un caso se l’immagine classica della strega è quella di una donna anziana che va nel bosco a cogliere erbe e praticare riti con altre donne. Nei villaggi le anziane erano spesso figure di riferimento, tenute in considerazione perché depositarie della memoria comune: aiutavano le altre donne a partorire, erano a volte in grado di preparare rimedi a base di erbe e, specie nei primi tempi di passaggio dal culto pagano a quello cristiano, era facile che continuassero a praticare in segreto i vecchi riti a cui erano abituate. La loro influenza poteva dar fastidio alle autorità locali (responsabili dei processi per stregoneria) e donne che osavano dire la propria erano un facile capo espiatorio quando le cose andavano male. E a quei tempi le cose andavano male piuttosto spesso.

Streghe e paura

Se i falò delle streghe sono invenzione di dotti cristiani (spinti dalla paura di perdere il potere), a mantenerli accesi è soprattutto la paura del popolo. Quando le cose vanno male e si naviga nell’incertezza, purtroppo viene spontaneo trovare un colpevole per la propria condizione. Le donne erano facili capri espiatori: considerate già di per sé esseri inferiori e causa del peccato originale erano il bersaglio perfetto a cui attribuire la colpa di tutto. Un bimbo muore durante il parto? La levatrice è una strega!

Adesso come nel Medioevo, la tendenza ad attribuire a cause soprannaturali quello che non comprendiamo o che ci spaventa è ancora presente, soprattutto se mette in discussione quello a cui siamo abituatu. Lo dimostrano bene tutti quei casi in cui, davanti a una figura di donna in corsa per un ruolo di potere (Hillary Clinton, Ursula Von Der Leyen, Jacinda Arden), una parte dei loro spaventati oppositori non ha trovato di meglio che accusarle di stregoneria. Negli anni ’70, uno degli slogan femministi più in voga era “Tremate, tremate, le streghe son tornate!”, rivendicazione del potere delle donne e del loro ruolo d’influenza nella società. Oggi come allora abbiamo bisogno di “streghe”, di donne e alleatu dispostu a rivendicare diritti, diversità e cambiamenti: è questa la vera magia.

Da vedere:

Il crogiuolo di Arthur Miller: spettacolo teatrale sul processo alle streghe di Salem, che mette in luce l’isteria collettiva da cui spesso originavano le accuse.

Film:

Agorà, di Alejandro Amenabar – sulla storia di Ipazia.

I am not a witch, di Rongano Nyoni – storia di una bambina accusata di stregoneria nello Zambia attuale.

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