di Marco Bacchella

Nel thread Bestiario Femminile, anche qui vorrei far notare la deumanizzazione costante all’interno del linguaggio, non più persone, le donne, ma bestie, si condividono fatti di cronaca legati a figure femminili e gli utenti condividono riflessioni generali o leggi che dovrebbero essere valide per ogni singola persona di sesso femminile. Il primo proposto vede un sondaggio effettuato su un campione di 1000 donne, nel quale risulta che una donna su due avrebbe un piano B in caso la prima relazione fallisca, e sette donne su dieci sarebbero in contatto con un uomo che considerano il ripiego o il piano B. Da queste parole, e dai seguenti insulti verso l’intera categoria femminile, si può dedurre come la non monogamia, anche solo teorica, sia intesa in termini prettamente negativi. Si può quindi dedurre che la monogamia è molto riverita, se non altro: nel momento in cui questa non sussiste allora diventa ragione di deumanizzazione nei confronti dell’intera categoria femminile. 

A questi commenti seguono alcune esperienze personali degli utenti: io sinceramente di donne single per lunghi periodi ho visto solo alcune particolarmente pretenziose. Gli utenti trovano immediatamente una spiegazione a questo fatto: siccome le donne sono egoboostate, hanno la possibilità di interagire con uomini che le percepiscono molto più belle di quanto esse non siano effettivamente. L’egoboosting è, essenzialmente, una strategia sociale che vedrebbe le donne complimentarsi a vicenda, e secondo gli incel questo distorcerebbe drasticamente che le altre persone, in questo caso gli uomini, hanno delle donne egoboostate. Questo fenomeno non è unico e riservato alle donne in realtà. Un utente porta l’esempio di come, in un gruppo dedicato alle recensioni di prodotti di una nota catena di supermercati offra spazio e terreno fertile ai Chad per egoboostare in un bullichio di galline ovuleggianti, nel quale questi chad posterebbero delle foto in cui mettono in mostra la propria forma fisica per ricevere attenzioni e complimenti dalle donne. In questo modo le altre persone, vedendo i complimenti ricevuti da questo Chad, si sentiranno in dovere di pensare che questo soggetto sia oggettivamente e inequivocabilmente bello. 

Il thread continua con la condivisione di un articolo di cronaca: una ragazza minorenne avrebbe ucciso suo figlio per paura di rivelare la gravidanza ai genitori. L’utente sostiene che la ragazza, essendo donna e essendo minorenne, se la caverà con poco. Un altro utente replica sostenendo che non prenderà anni di galera perché “probabilmente le diagnosticheranno la depressione post parto o qualche meme simile”. È se non altro interessante vedere come le possibili psicopatologie vengono intese come “meme”, quindi cose di cui prendersi gioco e scherzare. Questo mi fece sorgere non poche domande: perché individui così tormentati denigravano così tanto la sfera della psicologia? Andando a ricercare all’interno del sito la parola psicologia ebbi l’opportunità di capire meglio questo odio. 

La psicologia odierna, soprattutto l’aspetto terapeutico di essa, è considerata in modo negativo perché essa propone dei miglioramenti personali e costanti per un’integrazione all’interno della società. Senza voler sovradeterminare nessuno e senza proporre alcun tipo di diagnosi, alcuni utenti riconoscono di avere umore deflesso o di avere dei sintomi riconducibili a determinate psicopatologie, eppure rifiutano costantemente un approccio terapeutico, perché fanno ricondurre questo disagio solo ed esclusivamente alla mancanza di socialità o di contatto fisico con il genere femminile. Vorrei evidenziare che, tra le tante psicopatologie evidenziate dagli utenti e presenti nella scientific blackpill, come depressione, disturbi antisociali, autismo, BDD (credo si riferissero al body-dismorphia disorder) e BPD (Borderline Personality Disorder), spesso queste siano autodiagnosticate poiché c’è la credenza che andare da uno psicologo significherebbe bluepillarsi, ovvero cadere nella retorica non redpill. La cosa è preoccupante, soprattutto lo scoraggiamento generale che c’è nel ricercare un professionista, per il tono spesso fatalista che alcuni utenti hanno, pronti a, o almeno pronti a dichiarare di, togliersi la vita. Ora, senza voler minimizzare in alcun modo il disagio che queste persone possono provare, la dinamica più preoccupante, a livello puramente personale, è la possibilità che questi utenti possano, nella loro posizione radicalizzata, commettere crimini efferati e violenti come già successo in passato. 

Dopo il mio dive-in nei forum di Stasi e nel materiale di Marchi avevo chiesto delucidazioni sul solito thread, quello chiamato Articoli che parlano di noi, che consideravo un ponte relativamente sicuro dove poter intavolare delle conversazioni. Dopo 12 ore circa un utente, un certo P, iniziale dell’utente di fantasia per evitare che venga identificato, già comunque precedentemente attivo nel rispondermi, mi mandò un messaggio.  

P confermò i miei sospetti che in oramai un mese avevo maturato: i miei nativi non volevano parlarmi. Non ero Levi-Strauss, ero uno stronzo. Mi spiace signor Roberto, l’ho delusa un’altra volta. Non solo non volevano parlare con me, marcobacchella, non volevano parlare con il mondo esterno, non volevano interfacciarsi con realtà differenti rispetto a quello spazio sicuro. Mi viene quindi il dubbio di aver fatto la cosa giusta. Ho detto più volte il nome ramispogli all’interno di questo volume interminabile di findings inutili, ma se la loro intenzione non è quella di rapportarsi con l’esterno, ho fatto la cosa giusta? Interessante vedere come lo stesso P abbia detto che quel forum non è altro che una setta coi suoi riti, le sue tradizioni. Fra, mi interessate perché condividete uno spazio e la condivisione stessa crea un mondo di significati e simboli condivisi. Fra non è molto accademico, vero? 

In ogni caso, risvolti etici dubbi a parte, P cita brutti.red, cita Deusfur, ovvero quell’utente che aveva messo in dubbio la mia posizione accademica in quanto poco valida (nome che, tra l’altro, avevo visto in alcuni commenti alla diretta registrata di Fabrizio Marchi e Davide Stasi), e mi consiglia di contattare Stasi per cercare di risolvere il problema incel. Volevo effettivamente risolvere il problema incel? Cosa sto facendo? È l’una di notte, sono qui, a scervellarmi su teorie e costruzioni che la mattina leggo sui manuali di antropologia e tento di appiccicare a persone che non vogliono parlarmi, che non posso aiutare, per cui so di provare ancora pietà, di avere serie difficoltà a semplicemente distaccarmi. 

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