Facce nere su artist* bianch* (ovvero, il blackface nell’arte)

di Matilde Cesareo e Giulia Falconetti Il blackface: di cosa stiamo parlando? Non c'è accordo nell'individuare un momento specifico in cui sarebbe nato il blackface, ma i suoi sviluppi affondano le radici in secoli di storia.Secondo l'autore e giornalista statunitense John Strausbaugh, il blackface si iscriverebbe in quella tradizione basata sull'esibizione della blackness per il…

White saviorism e arte: abbiamo davvero smesso di colonizzare?

di Matilde Cesareo e Giulia Falconetti A partire dall'acquisizione dell'indipendenza dai domini coloniali, le nazioni africane sono passate in automatico ad una diversa e più subdola forma di assoggettamento: gli aiuti.  Con l'espressione “white saviorism”, traducibile con "complesso del salvatore bianco", ci si riferisce proprio a quell'insieme di atteggiamenti messi in atto dalle persone bianche…

Atto 7: Bestiario femminile (Re: Articoli che parlano di noi)

di Marco Bacchella Nel thread Bestiario Femminile, anche qui vorrei far notare la deumanizzazione costante all’interno del linguaggio, non più persone, le donne, ma bestie, si condividono fatti di cronaca legati a figure femminili e gli utenti condividono riflessioni generali o leggi che dovrebbero essere valide per ogni singola persona di sesso femminile. Il primo…

Atto 6: Valutazioni e coesione del gruppo (Re: Articoli che parlano di noi)

di Marco Bacchella Il “fat talk” è un fenomeno sociale analizzato da Mimi Nichter, che ha analizzato come le adolescenti americane siano, essenzialmente, ossessionate dal loro aspetto fisico. Il cinema, le riviste e la televisione propongono degli standard di bellezza che rappresentano la donna ideale: alta almeno un metro e settantatré, capelli lunghi e biondi,…

Atto 5: La questione ebraica (Re: Articoli che parlano di noi)

di Marco Bacchella Non sono il primo che parla della questione ebraica. Bauer ci ha scritto su, Marx gli ha risposto, gli incel lo trasformano in un thread.  Nel primo volume di Phaenomenologiae der Incel avevo notato come ci fosse un grande problema di derivazione complottista ascrivibile a una sfera semantica della destra nazionalista e…

Atto 4: Tristi Tropici (Re: Articoli che parlano di noi)

di Marco Bacchella Uno dei più grandi problemi dell’antropologia è, a mio avviso, che non ci sono più frasi cool che si possono scrivere per aprire i libri. Come possiamo, noi antropologi di nuova generazione, anche solo presumere di scrivere qualcosa come Odio i viaggi e gli esploratori, ed ecco che mi accingo a raccontare…

Quando l’Europa ha deciso che l’arte africana era arte davvero

di Matilde Cesareo e Giulia Falconetti La conquista e il saccheggio Nel corso del XVIII e XIX secolo, una notevole quantità di oggetti, riportati dal continente africano da parte di commercianti, esploratori, viaggiatori e studiosi di folklore, andò ad arricchire le collezioni dei musei di antropologia, etnologia e storia naturale che iniziarono a pullulare in…

Atto 3: Sesso e repressione sessuale tra i (non)selvaggi (Re: Articoli che parlano di noi)

di Marco Bacchella Uno Zande, ovvero un individuo ascrivibile agli Azande, un gruppo etnico che vive nel Nord Est del Congo, quando ha bisogno di prendere una determinata decisione solitamente si rifà ad un indovino: questo indovino lavora per un oracolo. Questo indovino somministra del veleno ad un pollo e rivolge le domande all’oracolo. La…

Il razzismo di Gauguin e la nuova rivincita

di Matilde Cesareo Lo sguardo dominante Tutte le opere di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente hanno un aspetto che le accomuna: una modalità di raffigurazione nelle arti visive chiamata “dominant gaze”. Per comprendere meglio di che cosa si tratta, è utile fare un passo indietro e definire il “male gaze”, lo sguardo maschile. Il termine, coniato…

Atto 2: Una ricerca nel senso errato del termine, un diario nel senso stretto del termine (Re: Articoli che parlano di noi)

di Marco Bacchella Dentro ramispogli c’era altro: la curiosità ormai mi si era montata e, seppure le mie iniziali reticenze nell’immergermi in un ambiente che inizialmente mi aveva danneggiato, notai immediatamente il clima differente di quel sito rispetto al forum dei brutti, quindi decisi di non limitarmi alle 2000 parole che vedete appena qui sopra.…